Prima di iniziare la lettura di questa cronistoria del Mosaico, crediamo sia utile precisare che la storia del Mosaico è caratterizzata da un naturale e continuo intersecarsi con le storie e le cronache delle sue associate. Cercheremo quindi di raccontare come si è sviluppato il Consorzio nel suo complesso, senza entrare mai, o quasi mai, nel dettaglio delle singole iniziative, che troverete invece meglio descritte nelle pagine e nelle pubblicazioni delle singole associate.Prima di iniziare la lettura di questa cronistoria del Mosaico, crediamo sia utile precisare che la storia del Mosaico è caratterizzata da un naturale e continuo intersecarsi con le storie e le cronache delle sue associate. Cercheremo quindi di raccontare come si è sviluppato il Consorzio nel suo complesso, senza entrare mai, o quasi mai, nel dettaglio delle singole iniziative, che troverete invece meglio descritte nelle pagine e nelle pubblicazioni delle singole associate.Siamo nati nel 1994: le cooperative che hanno fondato il Mosaico sono state INSIEME di Monfalcone (tipo a), LA CISILE di Gorizia, con attività anche nella bassa friulana (tipo a) e la BASSA FRIULANA di Palmanova (tipo b). e per presentarci pubblicamente proponiamo un convegno – a San Vito al Torre – dal titolo apparentemente curioso: “Imprenditori o filantropi: la sfida della cooperazione sociale”.Il Consorzio, affermiamo nella relazione introduttiva di quel convegno, nasce partendo da una serie di elementi assolutamente “immateriali”, quali amicizia, stima, condivisione di ideali profondi tra i fondatori, per dare una risposta maggiormente efficace a dei bisogni che il territorio esprimeva molto fortemente. Fin dalla sua costituzione, il Mosaico indica chiaramente 3 suoi obiettivi che ci pare opportuno qui riportare testualmente:

1. Fare del Mosaico un autorevole e riconosciuto referente per le istituzioni politiche ed imprenditoriali

2. Realizzare un punto di riferimento, preciso e qualificato professionalmente, per tutta la realtà della cooperazione sociale e di quanto ad essa collegato, in particolare il mondo dell’associazionismo e del volontariato;

3. Promuovere sul territorio di competenza la nascita di nuove esperienze cooperative che puntino a dare risposte specifiche a specifici bisogni di tipo sociale o siano funzionali al sistema delle cooperative sociali.

E possiamo dire subito che – cambiando i termini linguistici – questi obbiettivi rimangono, ancora, validissimi e attuali riferimenti per l’azione del Consorzio.Il Consorzio si attiva e acquisisce i suoi primi contratti di servizi, in ragione di una delle sue originarie funzioni, quella del general contractor, soprattutto nel settore educativo, dando vita immediatamente ad una nuova cooperativa, la “Paolo Giacca”. Nel corso del primo triennio la compagine sociale si allarga aggiungendo altre due cooperative – entrambe di tipo b) – nate dalla gemmazione (spin off) di cooperative esistenti: Città Solidale e Nemesi. Siamo alla fine del 1997 e l’anno successivo è un anno molto importante per il Mosaico, che inizia la sua esperienza nel settore della salute mentale. Si aggiudica infatti la gestione dell’Oasi del Preval di Mossa (l’unica struttura riabilitativa dell’isontino) e gli intereventi per la gestione e deistituzionalizzazione della struttura manicomiale di Sottoselva di Palmanova. Le esigenze di tali appalti determinano un ampliamento della base sociale, con alleanze anche con cooperative di altri territori che collaborano con il Mosaico, e la nascita di ulteriori cooperative locali sempre secondo lo stile consortile della gemmazione.E’ inutile nascondere che in questa periodo inizia anche una fase molto complessa del Consorzio, ma usciamo da quel periodo molto rafforzato nel suo senso e nella sua volontà di dialogare con le Istituzioni e con gli altri soggetti di terzo settore e privati ma soprattutto con ogni cittadino dei nostri paesi e città, cioè con le comunità locali.

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